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Barra di navigazione: Rimini Vacanze > La signoria dei Malatesta di Rimini
L’origine della famiglia Malatesta è avvolta nel buio.
Chi dice che sia di stirpe romana, chi di ceppo tedesco, chi invece con più ragione la vuole discendente
da antichi feudatari del Montefeltro e, poi, dal castello di Verucchio. Il primo riferimento storico a un
Malatesta si ha nel 1138 il 24 settembre, quando acquistò da un certo Ugo Monaldone tutti i terreni che possedeva
“tra il Marecchia e il Rubicone e dal mare al castello di Sogliano”.
Suo figlio Gianni alla fine del secolo fu fatto cittadino di Rimini e qui allargò la sua famiglia.
Nel 1239 un Malatesta dalla
Penna riuscì ad ottenere la podesteria della città, alla sua morte nel 1248
lasciò 2 figli, uno dei quali è il famoso Malatesta da Verucchio, padre di Paolo e Gianciotto Malatesta,
ricordato da Dante nell’Inferno (canto XXVII) assieme ai figli, che per la ferocia simile ai mastini con cui
uccisero il capo dei Ghibellini a Rimini: Montagna di Parcitade, furono definiti “Mastin Vecchio e nuovo”,
il suo posto lo prese il primogenito “Malatestino”.
Fu dunque il “Mastin Vecchio” che diede inizio nel 1295 alla Signoria malatestiana di Rimini, fece atto di
sottomissione alla Santa Sede e offrì le proprie forze. Fu un uomo politico scaltro e ottimo guerriero, seppe
capire di non cambiare la forma di governo costituita nel Comune, ma accentrò il potere nei suoi figli e in sé stesso.
Seppe ingrandire la sua casa non solo acquistando molte baronie: Gradara, Ghiaggiulo, Trebbo, ma rendendole
anche famose per le opere.
Fu per molto tempo l’uomo che papi e rettori cercavano per i consigli, divenne Capitano del popolo a Bologna,
fu designato da Carlo D’Angiò Vicario in Firenze. Il “Mastin Vecchio” morì centenario nel 1312, ma potè ancora
essere testimone della tragedia che funestò la sua casa.
Tra il 1283 e il 1285 Giangiotto, suo figlio, uccise la moglie Francesca da Polenta e con lei il fratello Paolo, colpevoli d’adulterio.
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